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Magdalena Grau, Agustí Chalaux

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Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006)


UN PROGRAMMA POLITICO: le nuove strutture basilari

Nota: le frasi in blu sono commenti del relatore.

A partire da una eventuale vittoria elettorale e una volta instaurata la fattura-assegno, proponiamo un programma politico, pensato per portare a termine i nostri obiettivi essenziali: la distruzione di ogni potere sulle persone e la scomparsa di ogni miseria causata dal denaro. Vogliamo inaugurare una nuova epoca, quella del "governo automatico delle cose al servizio incondizionato di tutte le persone".

I. Dell'archia

Archia significa comando sociale. Il comando dei popoli è la chiave di volta dell'edificio sociale: è una istituzione nobile e necessaria, che bisogna distinguere dal "potere" (potere deriva dal verbo latino potere, che significava originariamente "essere padrone di" e, successivamente, "esercitare potere su"). Il comando e l'autorità sulle persone, non ha niente a che vedere con il potere, il quale si può esercitare legittimamente solo sulle cose. (Agustí era sempre molto incisivo e chiaro a proposito di questo.)

Il dialogo e la dialettica tra archia e anarchia implicano la definizione (mettere limiti) e la delimitazione del campo nel quale si esercita l'archia; tutto ciò che è fuori da questo campo è anarchico, cioè, non è sottomesso al comando sociale. Il nostro obiettivo è quello di restringere sempre più il cerchio archico e di ampliare quello anarchico.

Con questa finalità proponiamo la costituzione di:
• Uno Stato con un esecutivo monarchico (un Capo di Stato elettivo unico e personalmente responsabile), forte e breve; e con un Legislativo indipendente dall'Esecutivo, che dovrà legiferare leggi essenziali e nel minor numero possibile. (Ora c'è una "diarrea politica", diceva Agustí, bisogna che ci siano poche leggi e chiare.)

• Una Giustizia radicalmente indipendente dallo Stato, poiché nessuno può essere giudice e parte, attraverso bilanci determinati in anticipo e costituzionalmente indipendenti da qualsiasi iniziativa o veto dello Stato. (Saranno stabiliti bilanci quinquennali anticipati, con possibilità di revisione, se necessario.)

• Delle Repubbliche e Autorità civiche liberamente confederate e pienamente autonome all'interno dell'Impero.

Diciamo qui che intendiamo per Impero nient'altro che: una "comunità geopolitica di nazioni". Cioè, un insieme di persone (etniche, collettive, individuali) liberamente confederate per darsi un unico Stato e un'unica Giustizia; ma che non per questo distruggono le spontanee ed espansive libere istituzioni civiche intermedie. Queste istituzioni civiche sono di due tipi:
1. istituzioni civiche "utilitarie": le imprese;
2. istituzioni civiche "liberali": tutte quelle di comando civico (dal livello del quartiere fino al livello più ampio) e tutte le istituzioni liberali e libertarie propriamente dette.

II. Della ricchezza comunitaria

Una volta instaurata la fattura-assegno, il possibile "bene comune mercantile" esistente sarà automaticamente "imperializzato"; questo vuol dire che l'Impero, attraverso il suo gerente, lo Stato, si riserverà la capacità di invenzione e anche di esvenzione (ritiro), se necessario, di denaro comunitario. (Questa facoltà oggi lo Stato non ce l'ha.)

Questo "monopolio archico di invenzione ed esvenzione di denaro comunitario" sarà la base di una nuova ECONOMIA, cioè, ripartitrice equa (- NOMIA) (tra tutti i membri della comunità) del bene comune prodotto (OIKOS) e questa ripartizione equa avrà come obiettivi:

1. il fomento della produzione attraverso la concessione, alle imprese che dimostrino la loro capacità, di crediti all'investimento, per una massima produzione, di ottima qualità e con il minimo sforzo e il minimo rischio;

2. la scomparsa di ogni miseria ed emarginazione causate dal denaro, attraverso le "finanze consuntive" (soldi nazionali-comunitari a fondo perduto) distribuiti tra tutta la popolazione in funzione delle necessità fisiche e culturali più perentorie di ogni cittadino, famiglia, etnia, ecc. Queste finanze saranno dei seguenti tipi:

2.1 soprasalari sociali-vitalizi (reddito basico) individuali e familiari a tutta la popolazione, comprese le eventuali assegnazioni in determinate circostanze, per l'acquisto di beni permanenti (abitazione, mobilia,…) (In caso di catastrofe, bisogna aiutare, la comunità deve aiutare.)

2.2 assicurazione sociale per tutti i lavoratori utilitari in caso di sciopero, disoccupazione, serrata, malattia, vecchiaia… (Nessuno deve restare senza denaro. Non può essere che una persona che diventi disoccupata non abbia un salario garantito per tutta la vota.)

2.3 salari sociali finanziari per tutti i vocazionali e le istituzioni liberali, la qual cosa implica la gratuità di tutti i servizi "liberali": Stato, Giustizia, professioni e istituzioni liberali-civiche.

III. Della società utilitaria

Il mercato o "società utilitaria" riceverà uno Statuto proprio che gli darà una totale e assoluta libertà e trasparenza: una legislazione essenziale si riferirà a questioni come: prezzi minimi di vendita, pubblicità, riduzione dell'orario legale di lavoro, riforma doganale e commercio estero… (Agustí diceva che le corporazioni devono fissare dei prezzi e a meno del prezzo stabilito non si può vendere. Invece, si può permettere che un venditore venda ciò che offre a un prezzo più alto di quello fissato, se si ha tutta l'informazione. Non ci sarà propaganda. La propaganda è falsa, dice tutti i vantaggi, ma non gli svantaggi del prodotto che offre.)

IV. Della società liberale

La società liberale, che si manterrà esclusivamente con i "salari sociali-finanziari liberali", riceverà anche il proprio Statuto, che nello stesso modo le conferirà una massima libertà quanto alla pratica vocazionale e una massima trasparenza quanto alle necessarie transazioni monetarie che debbano accompagnare questa pratica.

V. Della sicurezza collettiva

Le forze armate saranno monopolio esclusivo dello Stato, al servizio esclusivo della comunità geopolitica. Saranno composte da:
1. Eserciti (Imperiale-professionale e civici etnici e interetnici), con l'unica missione di assicurare la difesa esterna della comunità;
2. Polizie (di sicurezza federale; territoriali o di pace civica; di giustizia, comprese quella giudiziaria e quella penitenziaria), con l'unica missione di vegliare sulla sicurezza interna.

VI. Della società trascendente

Queste strutture minime qui abbozzate devono permettere lo sviluppo di una nuova forma di vita, più umana, più libera. Entriamo già nel campo della "società trascendente", nella quale nessuna legislazione è possibile, poiché è completamente libera, nonostante si adagi sulle società "liberale" e "utilitaria". Quello che bisogna fare è porre la società utilitaria e quella liberale come motori al libero servizio della società trascendente, per rendere possibile lo sviluppo di questa in piena libertà, poiché essa rappresenta l'energia interna, intima, insostituibile, di ogni persona (etnica, collettiva, individuale).
(C'è un decreto-legge che parla di questo. Sarebbe una società molto migliore di quella attuale. Questa è una proposta che incoraggia… Agustí propone un sistema molto bello. Alla fine della seconda guerra mondiale, due Giapponesi - di cui uno controllava l'80% della Banca e l'altro il 20% - si riunirono. La riunione durò due minuti. Si trattava di separare i finanziamenti dal credito. Credito è lasciare denaro senza che debba essere restituito. I finanziamenti, si usano senza restituirli. E Agustí raccontava questa curiosità: un popolo si lamentava col suo re che non si vendessero scarpe. Il re gli disse di offrire ogni notte un ballo. Lo fecero e così tutti volevano comprare scarpe per andare al ballo.)

 

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