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UN PROGRAMMA POLITICO: le nuove strutture
basilari
Nota: le
frasi in blu sono commenti del relatore.
A partire da una eventuale vittoria elettorale e una volta instaurata
la fattura-assegno, proponiamo un programma politico, pensato per
portare a termine i nostri obiettivi essenziali: la distruzione
di ogni potere sulle persone e la scomparsa di ogni miseria causata
dal denaro. Vogliamo inaugurare una nuova epoca, quella del "governo
automatico delle cose al servizio incondizionato di tutte le persone".
I. Dell'archia
Archia significa comando sociale. Il comando dei
popoli è la chiave di volta dell'edificio sociale: è
una istituzione nobile e necessaria, che bisogna distinguere dal
"potere" (potere deriva dal verbo latino potere, che significava
originariamente "essere padrone di" e, successivamente,
"esercitare potere su"). Il comando e l'autorità
sulle persone, non ha niente a che vedere con il potere, il quale
si può esercitare legittimamente solo sulle cose. (Agustí
era sempre molto incisivo e chiaro a proposito di questo.)
Il dialogo e la dialettica tra archia e anarchia
implicano la definizione (mettere limiti)
e la delimitazione del campo nel quale si esercita l'archia;
tutto ciò che è fuori da questo campo è anarchico,
cioè, non è sottomesso al comando sociale. Il nostro
obiettivo è quello di restringere sempre più il cerchio
archico e di ampliare quello anarchico.
Con questa finalità proponiamo la costituzione
di:
Uno Stato con un esecutivo monarchico (un Capo di Stato elettivo
unico e personalmente responsabile), forte e breve; e con un Legislativo
indipendente dall'Esecutivo, che dovrà legiferare leggi essenziali
e nel minor numero possibile. (Ora c'è
una "diarrea politica", diceva Agustí, bisogna
che ci siano poche leggi e chiare.)
Una Giustizia radicalmente indipendente dallo Stato, poiché
nessuno può essere giudice e parte, attraverso bilanci determinati
in anticipo e costituzionalmente indipendenti da qualsiasi iniziativa
o veto dello Stato. (Saranno stabiliti bilanci
quinquennali anticipati, con possibilità di revisione, se
necessario.)
Delle Repubbliche e Autorità civiche liberamente confederate
e pienamente autonome all'interno dell'Impero.
Diciamo qui che intendiamo per Impero nient'altro
che: una "comunità geopolitica di nazioni". Cioè,
un insieme di persone (etniche, collettive, individuali) liberamente
confederate per darsi un unico Stato e un'unica Giustizia; ma che
non per questo distruggono le spontanee ed espansive libere istituzioni
civiche intermedie. Queste istituzioni civiche sono di due tipi:
1. istituzioni civiche "utilitarie": le imprese;
2. istituzioni civiche "liberali": tutte quelle di comando
civico (dal livello del quartiere fino al livello più ampio)
e tutte le istituzioni liberali e libertarie propriamente dette.
II. Della ricchezza comunitaria
Una volta instaurata la fattura-assegno, il possibile
"bene comune mercantile" esistente sarà automaticamente
"imperializzato"; questo vuol dire che l'Impero, attraverso
il suo gerente, lo Stato, si riserverà la capacità
di invenzione e anche di esvenzione (ritiro), se necessario, di
denaro comunitario. (Questa facoltà
oggi lo Stato non ce l'ha.)
Questo "monopolio archico di invenzione ed esvenzione di denaro
comunitario" sarà la base di una nuova ECONOMIA, cioè,
ripartitrice equa (- NOMIA) (tra tutti i membri della comunità)
del bene comune prodotto (OIKOS) e questa ripartizione equa avrà
come obiettivi:
1. il fomento della produzione attraverso la concessione,
alle imprese che dimostrino la loro capacità, di crediti
all'investimento, per una massima produzione, di ottima qualità
e con il minimo sforzo e il minimo rischio;
2. la scomparsa di ogni miseria ed emarginazione causate dal denaro,
attraverso le "finanze consuntive" (soldi nazionali-comunitari
a fondo perduto) distribuiti tra tutta la popolazione in funzione
delle necessità fisiche e culturali più perentorie
di ogni cittadino, famiglia, etnia, ecc. Queste finanze saranno
dei seguenti tipi:
2.1 soprasalari sociali-vitalizi (reddito basico) individuali e
familiari a tutta la popolazione, comprese le eventuali assegnazioni
in determinate circostanze, per l'acquisto di beni permanenti (abitazione,
mobilia,
) (In caso di catastrofe, bisogna
aiutare, la comunità deve aiutare.)
2.2 assicurazione sociale per tutti i lavoratori utilitari in caso
di sciopero, disoccupazione, serrata, malattia, vecchiaia
(Nessuno deve restare senza denaro. Non può
essere che una persona che diventi disoccupata non abbia un salario
garantito per tutta la vota.)
2.3 salari sociali finanziari per tutti i vocazionali e le istituzioni
liberali, la qual cosa implica la gratuità di tutti i servizi
"liberali": Stato, Giustizia, professioni e istituzioni
liberali-civiche.
III. Della società utilitaria
Il mercato o "società utilitaria"
riceverà uno Statuto proprio che gli darà una totale
e assoluta libertà e trasparenza: una legislazione essenziale
si riferirà a questioni come: prezzi minimi di vendita, pubblicità,
riduzione dell'orario legale di lavoro, riforma doganale e commercio
estero
(Agustí diceva che le
corporazioni devono fissare dei prezzi e a meno del prezzo stabilito
non si può vendere. Invece, si può permettere che
un venditore venda ciò che offre a un prezzo più alto
di quello fissato, se si ha tutta l'informazione. Non ci sarà
propaganda. La propaganda è falsa, dice tutti i vantaggi,
ma non gli svantaggi del prodotto che offre.)
IV. Della società liberale
La società liberale, che si manterrà
esclusivamente con i "salari sociali-finanziari liberali",
riceverà anche il proprio Statuto, che nello stesso modo
le conferirà una massima libertà quanto alla pratica
vocazionale e una massima trasparenza quanto alle necessarie transazioni
monetarie che debbano accompagnare questa pratica.
V. Della sicurezza collettiva
Le forze armate saranno monopolio esclusivo dello
Stato, al servizio esclusivo della comunità geopolitica.
Saranno composte da:
1. Eserciti (Imperiale-professionale e civici etnici e interetnici),
con l'unica missione di assicurare la difesa esterna della comunità;
2. Polizie (di sicurezza federale; territoriali o di pace civica;
di giustizia, comprese quella giudiziaria e quella penitenziaria),
con l'unica missione di vegliare sulla sicurezza interna.
VI. Della società trascendente
Queste strutture minime qui abbozzate devono
permettere lo sviluppo di una nuova forma di vita, più umana,
più libera. Entriamo già nel campo della "società
trascendente", nella quale nessuna legislazione è possibile,
poiché è completamente libera, nonostante si adagi
sulle società "liberale" e "utilitaria".
Quello che bisogna fare è porre la società utilitaria
e quella liberale come motori al libero servizio della società
trascendente, per rendere possibile lo sviluppo di questa in piena
libertà, poiché essa rappresenta l'energia interna,
intima, insostituibile, di ogni persona (etnica, collettiva, individuale).
(C'è un decreto-legge che parla di
questo. Sarebbe una società molto migliore di quella attuale.
Questa è una proposta che incoraggia
Agustí
propone un sistema molto bello. Alla fine della seconda guerra mondiale,
due Giapponesi - di cui uno controllava l'80% della Banca e l'altro
il 20% - si riunirono. La riunione durò due minuti. Si trattava
di separare i finanziamenti dal credito. Credito è lasciare
denaro senza che debba essere restituito. I finanziamenti, si usano
senza restituirli. E Agustí raccontava questa curiosità:
un popolo si lamentava col suo re che non si vendessero scarpe.
Il re gli disse di offrire ogni notte un ballo. Lo fecero e così
tutti volevano comprare scarpe per andare al ballo.)
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