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Breve storia della moneta.
Agustí Chalaux de Subirà, Brauli Tamarit Tamarit.

Il Capitalismo Comunitario.
Agustí Chalaux de Subirà.

Uno strumento per costruire la pace.
Agustí Chalaux de Subirà.

Leggende semitiche sulla banca.
Agustí Chalaux de Subirà.

Moneta telematica e strategia di mercato.
Magdalena Grau, Agustí Chalaux.

Omaggi e biografie:

Note autobiografiche di Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).

La scuola di lingue del medico di Bordeaux.

Bordeaux, vista di un ponte. Fonte: Kulturalia viatges.Un esempio tipico di studio attraverso il gioco è quello di un medico di Bordeaux famoso agli inizi del secolo scorso (XX).

Questo medico, che tutti conoscevano come un buon cattolico, una volta andò a Parigi e ne ritornò con molto denaro (e questo permise alle male lingue di dire che era più un massone che un cattolico!). Con questo denaro comprò in periferia, sulla riva sinistra della Gironda, una grande estensione di terreno relativamente vicino al quartiere più ricco di Bordeaux. In questo terreno fece costruire quattro case: una in stile francese, un’altra in stile inglese, un’altra in stile tedesco, e l’ultima in stile italiano. Dopo andò a cercare delle maestre d’asilo in ognuno dei quattro paesi, e riuscì a convincere i borghesi di Bordeaux perché gli inviassero i loro figli, in primo luogo per toglierseli d’attorno, e poi per il prestigio che ottenevano dal collaborare nell’esperienza pedagogica di uno dei medici più conosciuti della città.

Quando ebbe tutti i bimbi li riunì nel cortile centrale della proprietà – bisogna ricordare che, nonostante l’umidità atlantica, Bordeaux ha un clima dolce – e disse loro: «Vedete? In quella casa si parla francese, in quest’altra tedesco, in quella inglese e nella quarta italiano. Potete andare dove volete, ma vi potrete giocare soltanto se parlate la lingua della casa».

Il primo giorno i bimbi – fra i due e i quattro anni – entrarono nella casa francese, ma poco a poco, e in modo del tutto naturale entrarono in tutte le altre dove le maestre parlavano soltanto la lingua della casa, e gradualmente finirono con l’imparare senza alcuno sforzo le quattro lingue dell’esperimento.

Secondo il medico, il successo della sua scuola dipendeva dal fatto che il cervello infantile è ancora molto duttile e impara facilmente da tutto: le parole che ascolta, i movimenti delle labbra, il linguaggio colloquiale dei giochi, ecc. Per alcuni dei suoi detrattori però la cosa aveva funzionato perché aveva fatto l’esperimento con dei bambini ricchi, che avevano un’intelligenza privilegiata.

Bambini che circondano il mondo. Fonte: Instituto María Auxiliadora Neuquen.Allora il dottore andò di nuovo a Parigi e tornò con altri soldi, con i quali pubblicamente e con tutta calma fondò un’altra scuola nel quartiere più povero e sottosviluppato di Bordeaux, pieno di baracche con ogni tipo di immigrati (algerini, portoghesi, spagnoli,…). E siccome aveva del denaro, i bimbi che andarono alla seconda scuola erano ben nutriti e accuditi, ed ebbe molto successo fra i genitori. Come la volta anteriore, anche qui li accettò dell’età che volevano, e dopo due o tre anni non soltanto avevano imparato le quattro lingue delle quattro case dove andavano a giocare, ma avevano pure appreso le lingue della strada dei bambini che andavano alla scuola (arabo, portoghese, spagnolo, ecc.).

Come conseguenza di questo esperimento, il governo francese creò scuole bilingui in Lorena e in Alsazia, dove, infatti, i bambini imparavano tre lingue: il tedesco, il francese e la loro propria (lorenese o alsaziano, secondo i casi). In Olanda si imitò pure questo esempio. Invece in Belgio non fu possibile perché, tanto i fiamminghi come i valloni, erano più impegnati nella loro guerra di lingue che nell’impararle tutte e due.

E, se guardiamo la situazione a casa nostra, penso che con esperienze di questo genere tutti i nostri bambini imparerebbero quattro o cinque lingue e finirebbero definitivamente i ghetti fascisti che tanto male fanno sia ai catalani di sempre sia agli immigrati.

Succederebbe quindi l’opposto di quanto successe quando Franco accordò col governo tedesco l’emigrazione di lavoratori spagnoli per le aziende tedesche che cercavano manodopera a buon mercato. Le aziende – chiaramente per imposizione di Franco – costruirono dei veri ghetti, con dormitori, cappelle, scuole (queste ultime due con cappellani e maestri fascisti a più non posso) e persino con uffici del Banco de Bilbao o di altri, perché gli emigrati potessero mandare a casa i soldi che guadagnavano col contagocce. Si diede il caso di lavoratori che andavano dal dormitorio alla fabbrica e che, dopo aver lavorato sette o otto anni, non avevano appreso neanche una parola di tedesco e non avevano praticamente conosciuto nulla della città dove vivevano.

Agustí Chalaux de Subirà (1911-2006).
Traduzione: Loto Perrella.


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